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Perché si formano i nei?

E quando sono pericolosi? Scopriamolo!

Bruno Vespa, insieme ai suoi fidi nei.

Sicuramente ve lo sarete sempre chiesti, c’è chi ne ha di più e chi meno… ma a cosa è dovuta la formazione dei nei? Il termine deriva dal latino nævus, segno dalla nascita (o, comunemente, voglia), ma in generale riferito a macchie e difetti. Ciononostante, un neo può essere presente già alla nascita o acquisito naturalmente nel corso della vita.

I nei sono effettivamente tumori benigni dell’epidermide, che si presentano come una macchia persistente sulla cute. Ci sono varie tipologie di nei: i nei propriamente detti, o nevi melanocitici, hanno origine da alterazioni costituite da cellule che derivano dai melanociti, ossia le cellule responsabili della sintetizzazione della melanina (pigmento a cui è dovuto il colore della nostra pelle).

  1. Ma i nei possono anche portare a dei pericoli, specie se acquisiscono una forma non benigna, cioè non conforme a come dovrebbero essere. Qual è dunque la forma che devono avere?
  2. Se accidentalmente, per un trauma o per una rasatura, gratto via o tolgo un neo, cosa rischio? Il neo può diventare “maligno” cioè trasformarsi in un tumore propriamente detto?
  1. Il modo per capire se un neo è benigno o maligno è la regola dell’ABCDE: bisogna notare se un neo presenta Asimmetrie nella forma, Bordi irregolari, Colore variabile, Dimensioni superiori ai 6 millimetri e fare attenzione all’Evoluzione di questi parametri nel tempo. Osservare i propri nei, infatti, è fondamentale e si consiglia di farlo almeno una volta al mese, senza risparmiare alcuna zona corporea.
  2. In passato si dava molta importanza a questi avvenimenti e si pensava che potessero indurre la trasformazione del neo in un melanoma. In realtà questi traumi non rappresentano solitamente un pericolo. Naturalmente per traumi gravi si consiglia di effettuare una visita dermatologica per avere una valutazione certa, ma tendenzialmente non si corrono rischi.

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