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Cosa significa Ambarabà ciccì coccò?

È l’inizio di una famosa conta. Davvero non significa nulla? Forse in passato si…

Bambine in un girotondo
Bambine in un girotondo

Tutti conosciamo e abbiamo recitato da bambini la famosissima filastrocca Ambarabà ciccì coccò per fare una conta. Il suo testo più diffuso (ma ci sono alcune varianti) fa così:

Ambarabà ciccì coccò
tre civette sul comò
che facevano l’amore
con la figlia del dottore;
il dottore si ammalò
ambarabà ciccì coccò!

Racchiusa tra il primo e l’ultimo verso, che sono identici, c’è una storiella senza molto senso di un dottore che si ammala presumibilmente per lo shock causato dall’apprendere la condotta non proprio ineccepibile della figlia che si intrattiene in camera da letto con tre pennuti. Ma la nostra attenzione, oggi, non è rivolta a questa storia, ma a quella formula che apre e chiude la filastrocca. Cosa vuol dire Ambarabàciccìcoccò?

Ad esprimersi sulle origini di questa espressione è stato il linguista italiano Vermondo Brugnatelli. Secondo il suo studio, in cui ha analizzato la possibile evoluzione dei suoni delle parole, ambarabà ciccì coccò potrebbe avere la sua origine nella lingua latina in cui sarebbe stata pronunciata, più esattamente: HANC PARA AB HAC QUIDQUID QUODQUOD. Questa espressione si potrebbe tradurre Ripara questa (mano) da questa (altra mano, che fa la conta), questo qui, questo qua.

Si tratta evidentemente dell’inizio di una conta infantile che nel corso del tempo ha mantenuto ritmica e suono ma perso il suo significato. Del resto per una conta l’aspetto ritmico e quello fonetico prevalgono su quello logico e narrativo (e l’affaire amoroso delle civette con la figlia del dottore lo dimostra in toto).

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