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Perché vediamo sfocato sott’acqua?

E con la maschera invece tutto ritorna “a fuoco”, perché?

Ragazzo sott'acqua con maschera.
"Grazie, ora ci vedo!"

L’occhio è sostanzialmente un sistema di lenti che focalizza le immagini sulla retina. Le lenti sono la cornea, posta alla superficie d’ingresso della cavità oculare e riempita essenzialmente di acqua, e il cristallino, posto all’interno. La deformazione di quest’ultimo (dovuta all’azione del muscolo ciliare) ci permette di ottenere la messa a fuoco di oggetti posti pressoché ovunque, a meno di problemi come miopia, presbiopia etc.

Tuttavia, al fine della messa a fuoco, il grosso della rifrazione (semplificando: della deviazione dei raggi luminosi) avviene all’ingresso dell’occhio, dove la luce passa dall’aria alla cornea, che ha un indice di rifrazione simile a quello dell’acqua. Quindi, se l’occhio è immerso in acqua, la rifrazione iniziale viene a mancare, e il cristallino da solo non riesce più a focalizzare le immagini sulla retina.

E la maschera? Be’, semplice: grazie ad essa si ripristina la situazione “normale”, infatti dentro la maschera c’è… aria! Aria che permette al nostro occhio di funzionare in maniera usuale.

Bonus: forse vi sarete accorti che la maschera sembra in effetti ingrandire leggermente gli oggetti. Questo varia a seconda della forma geometrica della maschera: solitamente viene adottato un vetro leggermente bombato, che dà al sistema acqua-vetro-aria-cornea un “effetto di ingrandimento” del 20% circa. Quindi tranquilli, quello squalo non è poi così vicino…

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