in

Perché i clown ci spaventano?

Questa fobia sembra abbastanza diffusa, ma da cosa deriva? Da cosa dipende?

Un clown particolarmente inquietante.
Spaventoso, eh?

No, Stephen King con il suo celeberrimo romanzo IT non ha “inventato” di sana pianta la figura del clown spaventoso. La coulrofobia è una fobia decisamente diffusa, nonostante i clown siano, almeno in teoria, persone che dovrebbero rallegrarci e farci ridere, piuttosto che terrorizzarci. Come mai questo “paradosso”?

Vediamo prima una breve storia dei clown, e poi quale sia l’effetto psicologico che ci creano.

Ad inventare la figura del clown per come la conosciamo oggi fu l’attore inglese (di padre italiano) Joseph Grimaldi, vissuto tra il 1778 e il 1837: portava il cerone bianco su tutto il viso con le guancie color rosso acceso, a imitazione di un ubriaco. Già allora questa figura era associata a qualcosa di negativo: la vita di Grimaldi non fu felice: suo padre lo educò in modo tirannico, sua moglie morì di parto, suo figlio – anche lui un clown – morì alcolizzato a 31 anni; a causa dei numerosi infortuni che si procurò facendo acrobazie ebbe molti dolori fisici.

Nel 1940 viene creato il personaggio di Joker (di Batman), il primo clown maligno per antonomasia. Invece negli anni Sessanta uno dei più popolari e divertenti programmi televisivi per bambini fu quello del clown Bozo; nel 1963 fu inventato il famosissimo personaggio di Ronald McDonald. Alla fine degli anni Settanta però un caso di cronaca nera diffuse un’immagine negativa dei clown. John Gacy, che faceva da intrattenitore alle feste per bambini come Pogo il clown, stuprò e uccise 33 ragazzi nella zona di Chicago: fu condannato alla pena di morte e giustiziato nel 1994.

Anche se Stephen King non l’ha mai espresso, è indubbio che abbia tratto ispirazione dall’impatto che la figura di Gacy ebbe sulla cultura americana per creare l’entità malvagia per eccellenza, il clown assassino Pennywise.

Ma qual è l’effetto dei clown su chi soffre di coulrofobia?

La faccia dei clown non si comporta “come dovrebbe” secondo le nostre aspettative comuni. Il sorriso forzato non corrisponde all’espressione reale della bocca, gli occhi esagerati si muovono in modo ambiguo, i colori sono troppo accesi. Poiché le espressioni non corrispondono alla realtà, il cervello non riesce a farsi un quadro chiaro della persona, causandoci inquietudine. Inoltre l’andatura di un clown è volutamente innaturale, goffa: altro elemento di disagio.

Però, per riabilitare la figura del clown, bisogna dire che essi svolgono, tra gli altri, un compito molto importante nella cosiddetta “terapia del sorriso“, tecnica di terapia “non convenzionale” praticata da clown ospedalieri rivolta a pazienti, specialmente bambini, per alleviarne lo stato d’ansia e la sofferenza.

E voi avete paura dei clown?

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Comments

comments

Bambina con cuffie che ascolta la sua voce

Perché odiamo la nostra voce registrata?

Meme di Yoda sull'ordine dei film di Star Wars

In che ordine guardare i film di Star Wars?