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Perché le leggi elettorali finiscono in -um?

Porcellum? Italicum? Mattarellum? Da dove deriva l’uso del latinorum?

plico elettorale
plico elettorale 2013

Il prototipo di questi nomi, pseudo-latini e tutti con suffisso um, è il famigerato “mattarellum”. Nel 1993 il Parlamento approvò una legge elettorale, il cui relatore era Sergio Mattarella, all’epoca parlamentare della Democrazia Cristiana. Il nome “Mattarellum” fu inventato dal famoso politologo Giovanni Sartori, in senso ironico (perché non la condivideva), che scrisse:

Salvo sorpresine finali, habemus Mattarellum; abbiamo, cioè, la legge elettorale per la Camera dei deputati escogitata dall’onorevole Mattarella“.

Il nome della legge deriva quindi da un accusativo latino, ossia dalla famosa formula habemus papam, e forse la sua fortuna è anche dovuta a quell'”-um” finale che ricorda “referendum” (che, lui, è neutro).

Sta di fatto che il termine mattarellum fu usato da tutti, e il suffisso ebbe un enorme successo: nel 1995 il Parlamento approvò una nuova legge elettorale maggioritaria anche per le Regioni: poiché a presentarla era stato il parlamentare di Alleanza Nazionale Pinuccio Tatarella, i giornali la chiamarono “Tatarellum”. Nel 2005 fu approvata la legge elettorale scritta da Roberto Calderoli, e da lui stesso definita “una porcata“, in quanto tra l’altro studiata appositamente per rendere il paese ingovernabile. Ecco da dove deriva il nome “Porcellum“, sempre affibbiato da Sartori.

Nel 2014 Matteo Renzi ha coniato il termine “Italicum“, per distinguere la legge elettorale proposta da quelle di altre nazioni (denominate, secondo prassi, spagnolum, tedescum, etc.). Inoltre negli anni una caterva di nomi è stata creata per definire leggi elettorali di qualsiasi tipo, come: Consultellum, Vassallum, Dalemum, Fisichellum, Provincellum, Legalicum, Bastardellum

Come si chiamerà la prossima legge elettorale?

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