Crack, crack. Amate farlo o odiate chi lo fa?
Molti di noi amano scrocchiarsi le dita delle mani (e non solo), altri odiano chi lo fa. Altri ancora redarguiscono chi lo fa dicendo che bisognerebbe eliminare questa pratica, perché porterebbe a problemi come l’artrosi.
Intanto, perché le dita scrocchiano?
Le articolazioni sono immerse in un liquido chiamato fluido sinoviale, che ha lo scopo di nutrire i tessuti e lubrificare le giunzioni articolari. La teoria più accreditata vuole che, quando si scrocchiano le dita, la pressione nel fluido si abbassa rapidamente e alcuni dei gas che sono naturalmente disciolti nel liquido sinoviale si liberano dalla soluzione creando una bolla che collassa rapidamente, producendo il classico suono. Dopodiché i gas vengono lentamente riassorbiti nel liquido sinoviale, e in questo lasso di tempo, che va da alcuni secondi a molti minuti, non è possibile scrocchiarsi di nuovo.
Ma, dunque, fa male o no?
La credenza molto comune che scrocchiarsi le dita causi artrosi non sembra sostenuta da prove empiriche. Una ricerca del 2011 ha esaminato le radiografie alla mano di 215 persone dai 50 agli 89 anni e ha confrontato le articolazioni di chi si scrocchiava regolarmente le dita con quelle di chi non lo faceva, concludendo che la pratica non causava osteoartrosi alla mano, a prescindere dalla durata e dalla frequenza dell’abitudine.
Il medico Donald Unger sostiene di aver scrocchiato le nocche della sua mano sinistra per più di sessant’anni almeno due volte al giorno, senza però scrocchiare mai le dita della mano destra; mettendo a confronto le due mani ha verificato che nessuna delle due aveva sviluppato artrosi o altri problemi. Per questa curiosa ricerca ha vinto il premio IgNobel 2009 per la Medicina.
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