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Vetro o cristallo?

Qual è la differenza?

Una lunga serie di bicchieri di cristallo
Bicchieri di cristallo, vetro.

Il vetro è un solido amorfo, ottenuto tramite la solidificazione di un liquido non accompagnata dalla cristallizzazione, ossia attraverso un rapido raffreddamento che non dia alle strutture cristalline il tempo di formarsi. Nel linguaggio comune per vetro si intende quello costituito prevalentemente da ossido di silicio.

Il cristallo è un etro particolare che possiede determinate caratteristiche di lucentezza, trasparenza, elasticità e sonorità. Nonostante il nome, anch’esso è un “vetro”, un solido amorfo, e non presenta strutture cristalline. Queste qualità gli vengono fornite dalle presenza di un composto chimico: l’ossido di piombo. Solamente i vetri che ne contengono almeno il 24% in peso hanno per legge il permesso di essere chiamati cristalli.

L’ossido di piombo impartisce al vetro alcune caratteristiche particolari: la densità del vetro e quindi l’indice di rifrazione aumentano notevolmente. Così il vetro si avvicina alle proprietà ottiche del diamante: la luce che lo colpisce viene rifratta in modo più deciso, dando quindi quell’effetto di grande brillantezza tipica.

Bonus: e il cristallo di Boemia? Attorno al 1700 i vetrai della Boemia (regione dell’attuale Cechia, Repubblica Ceca) scoprirono che miscelando cloruro di potassio e gesso si otteneva un vetro incolore chiaro che era più stabile di quello prodotto in Italia. Al contrario degli altri, questo non contiene piombo.

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