Il Tempio di Artemide

Il tempio, consacrato alla dea della caccia Artemide, fu costruito nella città di Efeso, a pochi chilometri dall’odierna città turca di Selçuk. Quella che venne considerata una meraviglia del mondo fu realizzata intorno alla metà del VI secolo a.C.; quest’opera però sorse sulle spoglie di una precedente versione del tempio, fondata secondo alcune fonti dalla tribù delle Amazzoni, e distrutta da un’inondazione nel corso del secolo precedente. Il tempio ricostruito divenne famoso per la sua magnificenza e attrasse, per quasi due secoli, molte genti. Uno tra questi fu Erostrato, un uomo di umili origini che diede fuoco al tempio con l’obiettivo di diventare famoso per l’eternità. Per scoraggiare eventuali imitatori, oltre all’esecuzione, le autorità proibirono la pronuncia stessa del nome di Erostrato, cercando di condannarlo all’oblio, non riuscendoci tuttavia: anzi, tutt’oggi si parla addirittura di erostratismo con riferimento alla volontà patologica di sopravvivere nella memoria delle future generazioni. La distruzione del tempio avvenne, secondo la tradizione, la notte in cui nacque Alessandro Magno, il 21 luglio 356 a.C. E fu dopo la morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C. che gli abitanti di Efeso finanziarono la terza ricostruzione del tempio, ancor più imponente della precedente. In questa versione, l’opera resistette per quasi 600 anni, fino a quando, nel 263 d.C., nel corso di un’invasione dei Goti essa venne distrutta. Diversi marmi e colonne del tempio “sopravvissero”, venendo in seguito utilizzati nella costruzione di Hagia Sophia a Costantinopoli.

