Il Taj Mahal

Riprendendo per certi versi la “tradizione” di alcune delle originali sette meraviglie, quest’ultima opera, nonostante le sembianze facciano pensare ad un tempio, altro non è che un mausoleo. Realizzata tra il 1632 e il 1654, la sontuosa opera funeraria è frutto della volontà dell’imperatore moghul Shah Jahan di onorare la moglie Mumtaz Mahal, morta durante il parto del quattordicesimo figlio dell’imperatore. La costruzione dell’opera coinvolse, indirettamente, l’intera Asia: sia gli artigiani, che i preziosissimi materiali utilizzati, provennero infatti da molteplici luoghi, finanche dall’Europa. Tra le caratteristiche di maggiore impatto del mausoleo c’è sicuramente il rivestimento di marmo bianco che ricopre l’intera costruzione, donandole una straordinaria bellezza; inoltre, l’intera opera si basa su rigidi principi geometrici, e ogni spazio risulta perfettamente simmetrico. Nonostante la sua bellezza, la struttura passò presto in secondo piano e subì un profondo declino e abbandono. Soltanto agli inizi del XX secolo si ravvivò l’interesse verso il mausoleo, che iniziò a ricevere lavori di recupero e restauro.

