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Perché si vota con la matita?

E non con la penna? Ci sono dei buoni motivi…

La scena al seggio elettorale di "Bianco, rosso e Verdone".

Le matite usate per le operazioni di voto in Italia sono matite copiative. Ciò significa che, a differenza delle matite normali che hanno la mina di sola grafite, queste contengono anche dei coloranti derivati dall’anilina e dei pigmenti, solubili in acqua.

La matita copiativa è cancellabile solo per abrasione e serve quindi a impedire cancellature e manomissioni dei segni che l’elettore appone sulle schede elettorali. È più idonea della penna a sfera perché quest’ultima lascia una traccia che può essere visibile sul retro della scheda, compromettendo la segretezza del voto; la penna, inoltre, ha più possibilità di rottura, con il conseguente rischio di macchiare le schede, mentre la matita può facilmente essere temperata.

Se l’elettore sovrappone le schede, nell’esprimere una preferenza su più schede elettorali, la matita copiativa non lascia segni sulle schede sottostanti. Infine, anche se il tratto lasciato dall’elettore è poco marcato esso risulta comunque visibile in controluce dai riflessi violacei del tratto della matita, senza i quali la scheda sembrerebbe bianca.

Bonus per Piero Pelù: “la particolare superficie abrasiva della scheda elettorale garantisce la non cancellabilità anche se il segno è particolarmente leggero, a differenza di quanto potrebbe accadere su normali fogli di carta”.

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