“Andare in brodo di giuggiole” è un modo di dire utilizzato di frequente, la cui origine è ignota alla maggior parte di chi la utilizza. Questa espressione è una combinazione di parole usata esclusivamente nel significato figurato di “uscire quasi di sé dalla contentezza, andare in solluchero“.
Essa è però frutto di un’alterazione successiva del modo di dire originario andare in brodo di succiole: in questo passaggio le giuggiole (detti anche datteri cinesi), cioè i frutti del giuggiolo – pianta proveniente dalla Siria e già conosciuta in Italia nel ‘600 – impiegati, fra l’altro, sia per decotti contro la tosse, sia per confetture, hanno preso il posto delle succiole, ovvero delle castagne lessate con la buccia.
Secondo altri il detto sarebbe collegabile al brodo di giuggiole, un liquore preparato a partire dalle giuggiole appassite. Esso è ricco di vitamina C e zuccheri, risulta dolciastro ed estremamente gustoso. Essendo il suo gusto molto piacevole, il liquore si beve facilmente, portando felicità a chi lo beve.
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