Asfalto.... o acqua?
È il miraggio più conosciuto e facile da incontrare. Tutti hanno notato che, percorrendo una strada asfaltata d’estate, essa mostra delle “chiazze” di bagnato, come pozzanghere molto luminose. Ma se si cerca di raggiungere “l’acqua” essa si allontana.
L’effetto è dovuto alla presenza di un gradiente termico sopra l’asfalto: l’aria è più calda nelle vicinanze del terreno, per via dell’assorbimento della radiazione solare, e diventa via via più fredda salendo. L’aria più calda è meno densa: dunque nella zona sovrastante l’asfalto i raggi luminosi incontrano una continua variazione dell’indice di rifrazione, ciò fa sì che vengono gradualmente “incurvati”.
Se il gradiente termico è sufficiente, un raggio che si avvicini al suolo con inclinazione minima viene deviato al punto da non toccare realmente l’asfalto, piegandosi verso l’alto; se ci raggiunge, ci sembrerà comunque un raggio riflesso dal terreno come uno specchio, infatti noi non vediamo l’asfalto, bensì una “chiazza di cielo”, in movimento per il moto dell’aria calda.
La differenza di temperatura, di densità, e dunque di rifrazione è anche alla base del “tremolio” delle immagini sulla spiaggia rovente!
Un effetto analogo si ha nei famosi miraggi nel deserto, e quella che sembra acqua è sempre una chiazza di cielo riflessa. Incredibile, eh?
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