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Perché l’atletica si chiama leggera?

Non ci sarà mica una versione pesante?

Pista di atletica
La pista è uno dei maggiori simboli dell'atletica leggera.

Tra le competizioni più attese e seguite durante lo svolgimento dei Giochi Olimpici (e più in generale per tutte le grandi manifestazioni sportive analoghe), il posto d’onore spetta senza ombra di dubbio all’Atletica Leggera e alle diverse discipline che la compongono. Definita da molti come la “regina delle Olimpiadi” per la grandissima attenzione che riesce ad attirare su di sé, essa rappresenta il nucleo più antico della manifestazione, riprendendo, in buona parte, sport già presenti negli antichi Giochi Olimpici della Grecia di oltre 2000 anni fa. Discipline iconiche come il lancio del disco, la maratona o come la finale dei 100 metri piani riescono ad incollare allo schermo milioni di persone di tutto il mondo, affascinate da quegli scontri tra atleti che fanno venire alla mente immagini di ancestrali lotte per la supremazia.

A differenza di altre lingue, la definizione italiana di questo insieme di discipline è appunto chiamato “atletica leggera”, formula contenente un aggettivo che sembra lasciare intendere l’esistenza di un’altra tipologia di “atletica”, di primo acchito definibile “pesante”. Ebbene, nonostante la definizione di “atletica pesante” non venga effettivamente mai utilizzata, è in realtà proprio per l’esistenza dell’una e dell’altra “atletica” che si è reso necessario distinguerle, per l’appunto attraverso questi due aggettivi.

L’atletica pesante, distinta dalla più famosa controparte, nasce già nell’antica Grecia, e in essa rientravano alcune discipline di vero e proprio scontro fisico tra atleti. Tali discipline erano infatti la lotta, il pugilato e il pancrazio, antico sport di combattimento quasi privo di limitazioni alle tecniche utilizzabili dai contendenti. Millenni dopo questa prima configurazione, le discipline si modificarono parzialmente. Con la nuova fioritura dell’interesse verso lo sport e la nascita delle Olimpiadi moderne agli inizi del XX secolo, nell’atletica pesante rientrarono ancora il pugilato e la lotta, distinta in libera e greco-romana, mentre in sostituzione dell’ormai obsoleto pancrazio trovò posto il sollevamento pesi.

A differenza dell’atletica leggera, in grado di mantenere un’anima comune pur essendo composta da discipline più variegate e in un numero maggiore, l’atletica pesante ha perso nel tempo il proprio carattere unitario, e le relative discipline sono ormai identificate in maniera isolata le une dalle altre, tanto da essere rappresentate da Federazioni indipendenti. Cionondimeno, a modo suo l’atletica pesante continua a “vivere”, attraverso il nome rimasto alla sua antica controparte.

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