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Perché la scatola nera si chiama così?

Eppure non è nera… Scopriamo l’origine di questo nome!

Una tipica scatola nera, o registratore (dei dati) di volo.

Col nome scatola nera si indicano i dispositivi elettronici di registrazione dei dati installati in un aereo o una imbarcazione con lo scopo di facilitare le indagini dopo un incidente. In realtà, le cosiddette “scatole nere” sono di colore arancione con bande catarifrangenti per poter essere facilmente rintracciate e identificate in caso di incidente.

Il termine “scatola nera” deriva dall’inglese black box il cui etimo è incerto. Vi sono una serie di ipotesi.

  • In un contesto di ingegneria dei sistemi, il significato è che l’aereo è modellato come una black box, ossia il suo comportamento può essere compreso dai suoi input registrati, come le operazioni del pilota, e dagli output, ad esempio i dati sul livello di volo.

  • Una spiegazione per la diffusione del termine “scatola nera” deriva dai primi modelli “a pellicola” di registratori dei dati di volo, che richiedevano quindi che l’interno del registratore fosse perfettamente buio per impedire che la luce danneggiasse i dati, come in una camera oscura di un fotografo.
  • Un’altra spiegazione della popolarità di questo termine viene da una riunione sul “Red Egg” (prototipo di scatola nera) di David Warren, dove un giornalista gli disse che l’oggetto era una meravigliosa black box, non capendone il funzionamento ma realizzandone l’utilità.
  • Una ulteriore possibile origine del termine è il gergo dell’aviazione inglese durante la Seconda Guerra Mondiale. Ogni volta che veniva presentata una innovazione, essa veniva posta in scatole metalliche dipinte di nero, per evitare riflessioni, quindi nominate “scatola delle illusioni” o “scatola nera”.

 

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