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Perché in tutti i popoli esistono miti sui draghi?

E’ casuale che sia presente in popoli diversi e distanti la medesima creatura immaginaria?

Rappresentazione di un drago cinese.
Classica figura di Drago Cinese.

Miti collegati ai draghi si perdono nei secoli, e abbracciano molteplici culture, anche molto lontane geograficamente. Com’è possibile questa diffusione capillare di una figura non realmente esistita?

Innanzitutto occorre notare come sotto la definizione di “drago” si collocano un elevato numero di creature, anche molto diverse tra di loro, ma egualmente definite in questo modo. Senza andare troppo nello specifico, la differenza tra i draghi occidentali (miscuglio tra pipistrelli e lucertole) e quelli orientali (tendenzialmente serpentiformi), appare emblematica.

Un fattore legato alla nascita dei miti sui draghi è sicuramente la diffusione capillare sul pianeta dei rettili, e nello specifico dei serpenti. Questi ultimi hanno rivestito un ruolo importante nella mitologia di svariate culture, per alcune caratteristiche specifiche, che vanno dalla loro forma, al fenomeno della muta, al veleno che possono iniettare; ciò li ha resi spesso di ispirazione per moltissime figure draconiche.

Come già accennato, sono serpentiformi i draghi della tradizione orientale, derivati da quello cinese grazie all’egemonia dell’impero sui territori circostanti. Ma devono molto ai serpenti anche i draghi occidentali, a partire dalla tradizione greca, nella quale essi erano, appunto, simili a serpenti; inoltre, lo stesso termine “drago” sembra derivare dal greco δέρϰεσθαι (dèrkesthai), vedere, che si ricollega al termine ὄφις (ophis), che significa serpente, e la cui radice “Op” significa, anch’essa, vedere, collegandosi alla credenza di una loro vista particolarmente sviluppata.

Un ulteriore fattore che ha ispirato i miti riguardanti i draghi sono poi i ritrovamenti di fossili di dinosauri, che per lungo tempo sono stati attribuiti a ben più mitologiche figure. Si parla, ad esempio, di ritrovamenti di “ossa di drago” intorno al IV secolo a.c., nel territorio cinese del Sichuan. Del resto, ancora oggi il termine cinese per indicare i dinosauri, konglong, significa proprio “drago terribile”, a riprova della precedente interpretazione draconica.

La superstizione, l’ignoranza e la scarsa diffusione di conoscenze tra gli stessi “studiosi” hanno fatto il resto. I draghi sono entrati nell’immaginario collettivo di diverse popolazioni, con caratteristiche di volta in volta diverse, a seconda dei racconti fantasiosi che più attecchivano tra la gente. L’odierna figura dei draghi, o almeno quella più diffusa in occidente, è legata molto alla mitologia bretone e ai romanzi fantasy che ad essa si sono ispirati. Ma l’origine è da ricondurre ai “modelli” orientali e quindi ai… serpenti.

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