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Perché beviamo (quasi) solo latte di mucca?

Dipende da vari fattori importanti…

Romolo e Remo con la lupa
Una nota eccezione... leggendaria.

Il consumo di latte da parte dell’uomo risale all’era glaciale, quando inizialmente gli umani adulti non erano in grado di digerire il latte, non producendo la lattasi – un enzima necessario per la scissione del lattosio. Tuttavia, una mutazione genetica diffusa ha dato agli esseri umani (non tutti, circa il 55% della popolazione mondiale) la capacità di produrre la lattasi e bere latte, per tutta la vita. Ma dunque oggi potremmo chiederci perché limitarci alle mucche (che in realtà non andrebbero neanche chiamate così, leggete questo articolo in proposito).

L’egemonia del latte vaccino è dovuta in primis all’alta efficienza e alla mansuetudine delle mucche. La docile disposizione delle mucche le rende facile da gestire e confinare, una virtù preziosa quando si tratta di produzione di massa, mentre le capre e le pecore tendono a correre qua e là e più facilmente si innnervosiscono. Nonostante ciò, un certo numero di formaggi deriva da latte di capra o pecora, ma la loro produzione giornaliera di latte non è comparabile a quella delle mucche (circa 20 volte maggiore per animale).

Inoltre il latte vaccino ha dei reali vantaggi estetici e pratici: si separa facilmente in panna (o crema) e siero, quindi può essere facilmente bevuto (previa bollitura!) così come essere impiegato in tutte le preparazioni a base di panna. Il suo contenuto di grassi è simile a quello del latte materno, cosa che lo rende familiare ai nostri palati e la sua relativa blandezza lo rende un perfetto punto di partenza per la creazione di formaggi con un’ampia gamma di sapori e consistenze.

Con l’eccezione al più del latte di capra, la maggior parte degli altri “latti” o non ha un buon sapore o è troppo difficile da ottenere: per esempio un tipico cammello produce poco latte (con pochi grassi e piacevole al gusto) e in due rapidi getti; il latte di asina ha un retrogusto amarostico; il latte di bufala, importante in India così come in Italia per la produzione di mozzarella, è molto “sciropposo”, e inoltre i bufali sono animali enormi e pericolosi; similmente sono quasi impossibili da mungere i maiali, sospettosi, irascibili (e con dei capezzoli veramente piccoli); infine il latte di pecora ha il doppio del contenuto di grassi del latte vaccino, quindi pur essendo ottimo per il formaggio, è quasi sgradevole come bevanda.

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