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Da cosa deriva l’espressione “ad occhio e croce”?

La usiamo spesso riguardo qualcosa fatta senza troppa precisione. Ma perché significa questo?

Persona che cuce a maglia
Il lavoro dei tessitori del passato ha dato origine a questo modo di dire.

Una comune espressione che indica misurazioni o valutazioni non perfettamente precise, e basate su un semplice sguardo non approfondito, è, appunto, “ad occhio e croce”. Questa espressione viene infatti utilizzata nel linguaggio di tutti i giorni come sinonimo di “circa”, “più o meno”, “approssimativamente”…ma da dove deriva questa frase?

La sua origine è da ricercare nel mondo della antica sartoria. I tessitori infatti, nel corso del loro lavoro, potevano rischiare di incappare in qualche problema che finiva per far sfilare dalle “verghe” quanto fino a quel momento tessuto. In questi casi, essi dovevano, ad occhio, riprendere i fili e  rimetterli in tiro, a croce, sulle verghe, come erano prima della sfilatura. Tutto questo, senza utilizzare regole o misure, ma basandosi semplicemente sul proprio occhio e sulla propria abilità di ricreare la croce; un lavoro non preciso quindi, diciamo fatto…ad occhio e croce!

Un Commento

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  1. C’è un’altra spiegazione a mio parere più attendibile: Un tempo si viaggiava in diligenza e si tanto in tanto i viaggiatori chiedevano al conducente quanto mancasse all’arrivo e lui guardando la croce del campanile del paese meta del viaggio calcolava “a occhio” quanto mancava per raggiungere la “croce”.
    Questa me l’ha raccontata… un oculista.

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