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Cos’è il chinotto?

Sì, la bevanda, ok, ma cosa c’è dentro? Perché si chiama così?

Dei chinotti attaccati all'albero
Arance? Mandarini? Mandaranci? No, chinotti!

Un buon chinotto rinfrescante. C’è chi lo adora, per il suo retrogusto particolarmente fresco, chi lo odia perché amarostico. Ricorda molto i “tempi passati”, infatti questa bevanda prettamente italiana  era estremamente diffusa prima dell’avvento della Coca Cola e di altre bibite gassate. D’accordo, ma ciò detto, da dove si deriva? Cosa c’è dentro questa peculiare bevanda?

Il chinotto viene prodotto con estratto del frutto (precisamente, agrume) di Citrus myrtifolia, chiamato comunemente proprio chinotto, insieme ad altri aromi, e quindi ecco spiegato il suo nome. D’altra parte, perché il frutto si chiami chinotto non è completamente certo.

C’è chi dice che debba il suo nome alla Cina, luogo da cui sarebbe stato importato verso la fine del ‘500 o all’inizio del ‘600, mentre per altri la pianta sarebbe originaria del Mediterraneo, nata da una mutazione dell’arancio amaro; in tal caso il nome significherebbe solo che si tratta di un frutto “di tipo cinese” (gli agrumi nella loro interezza sono originari dell’Asia).

La bevanda, comunque, ha origini abbastanza recenti: non si ha certezza sulla paternità dell’invenzione, che sicuramente è italiana, ma in ogni caso si parla dello scorso secolo, quindi niente di “millenario”.

Ad ogni modo, adesso sapete di cosa è fatto il chinotto. Spargete la voce!

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