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Come fanno gli aerei a volare?

Spiegato in maniera semplice e verificabile con un facilissimo esperimento!

Ala di un areo che gli permette di volare
Foto dal finestrino di un aereo

La forza che permette agli aerei di volare si chiama portanza e possiamo comprenderla con un semplice esperimento!

Mentre ti trovi in auto (in movimento!), prova a tirare la mano fuori dal finestrino, a metterla di taglio e a ruotarla pian piano in senso orario: noterai che essa subirà una spinta verso l’alto!

Con lo stesso principio lavorano gli aerei: la forma delle ali, chiamata profilo alare, è progettata in modo che l’aria che vi passa sopra sia più veloce di quella che passa sotto (come nel caso della mano), e ciò causa una differenza di pressione che spinge l’aereo verso l’alto. Il profilo alare, durante il volo, viene modificato con i flap e gli slat (delle parte mobili che si trovano attaccate rispettivamente dietro o davanti le ali) che permettono quindi all’aereo di modificare la portanza.

E però come si fa a spiegare il volo degli aerei di una volta, con le ali dritte (spesso più di un paio, come in questo tipico biplano francese)? E gli aerei acrobatici che viaggiano “a testa in giù”?

In realtà un altro meccanismo molto importante è quello che tiene in volo gli elicotteri! Cioè le ali (con vari meccanismi, in primis essendo inclinate rispetto alla direzione del moto) spingono una enorme quantità di aria verso il basso, effetto detto downwash, che, per il principio di azione-reazione, spinge l’aereo (stessa cosa per l’elicottero) verso l’alto!

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