Disegno di un pesce abissale con l'illicio illuminato. È un'appendice carnosa che funge da esca per le prede.
La bioluminescenza è un fenomeno affascinante. Sicuramente l’esempio più comune è quella della lucciola, ma in realtà il fenomeno è diffuso soprattutto negli organismi marini (dove la luce spesso scarseggia): molluschi, pesci, alghe.
L’emissione di luce da parte di alcune specie animali è dovuta a delle reazioni chimiche che portano alla liberazione di energia sotto forma di luce visibile.
Le reazioni sono dovute alla presenza di alcuni composti chimici, spesso più di uno: nel caso delle lucciole sono coinvolte la luciferina e la luciferasi, la cui composizione esatta è condizionata geneticamente, producendo sottili variazioni da individuo a individuo. In questa trasformazione chimica quasi tutta l’energia viene trasformata in luce, e solo il 2% viene disperso in calore.
Nel caso degli animali marini spesso l’emissione dipende da speciali batteri che essi ospitano nel loro corpo. A volte invece sulla superficie marina possono formarsi effetti incredibili detti “milky sea“, a indicare una sorta di Via Lattea (milky way) marina, dovuti al batterio Vibrio harveyi o al dinoflagellato Noctiluca scintillans.
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