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Come fanno alcuni animali ad illuminarsi?

Le lucciole, ma anche numerosi pesci che vivono in profondità…

Un pesce abissale che manifesta la bioluminescenza.
Disegno di un pesce abissale con l'illicio illuminato. È un'appendice carnosa che funge da esca per le prede.

La bioluminescenza è un fenomeno affascinante. Sicuramente l’esempio più comune è quella della lucciola, ma in realtà il fenomeno è diffuso soprattutto negli organismi marini (dove la luce spesso scarseggia): molluschi, pesci, alghe.

L’emissione di luce da parte di alcune specie animali è dovuta a delle reazioni chimiche che portano alla liberazione di energia sotto forma di luce visibile.

Bioluminescenza in mare di Noctiluca Scintillans.
Immagine della bioluminescenza di Noctiluca Scintillans, alga unicellulare diffusa in tutto il mondo, vicino la costa del Belgio.

Le reazioni sono dovute alla presenza di alcuni composti chimici, spesso più di uno: nel caso delle lucciole sono coinvolte la luciferina e la luciferasi, la cui composizione esatta è condizionata geneticamente, producendo sottili variazioni da individuo a individuo. In questa trasformazione chimica quasi tutta l’energia viene trasformata in luce, e solo il 2% viene disperso in calore.

Nel caso degli animali marini spesso l’emissione dipende da speciali batteri che essi ospitano nel loro corpo. A volte invece sulla superficie marina possono formarsi effetti incredibili detti “milky sea“, a indicare una sorta di Via Lattea (milky way) marina, dovuti al batterio Vibrio harveyi o al dinoflagellato Noctiluca scintillans.

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