Categorie: Parole

Come e quando si usa il congiuntivo?

È bene saperlo per evitare strafalcioni…

Il congiuntivo è un modo verbale della lingua italiana (e di altre lingue, tra cui le lingue romanze) la cui funzione principale è quella di indicare un evento soggettivo, non reale/sicuro, ipotetico etc. Rispetto all’indicativo che esprime il piano oggettivo della realtà, il congiuntivo sottolinea invece la dimensione soggettiva, individuale.

Il congiuntivo italiano ha quattro tempi:

  • Congiuntivo presente (che io arrivi, che io possa, che io senta);
  • Congiuntivo imperfetto (che io arrivassi, che io potessi, che io sentissi);
  • Congiuntivo passato (che io sia arrivato/a, che io abbia potuto, che io abbia sentito);
  • Congiuntivo trapassato (che io fossi arrivato/a, che io avessi potuto, che io avessi sentito).

Ma quando bisogna usarlo esattamente?

  • Nel periodo ipotetico: per l’esattezza nella protasi, che esprime la condizione per la quale si verifica o non si verifica ciò che è espresso nella apodosi (per es.: se dicessi questo (protasi), sbaglierei (apodosi)). Allo stesso tempo però non va usato sempre (es.: se sei sicuro, vai), ossia si usa l’indicativo se nella protasi si vuole esprimere una certezza.
  • Con alcuni verbi che reggono i congiuntivo: tra questi abbiamo i verbi putativi, che esprimono un pensiero od opinione (es.: penso tu non sia capace, non crede che tu ce la possa fare), i verbi che esprimono desiderio o volontà (es.: desideravo che fosse diverso, vuole che te ne vada subito), speranza o paura (es.: temo che questa legge non valga più, spero sia come dici), incertezza (es.: non so se lui sia scemo o faccia finta), stati d’animo (es.: era contenta l’avesse pensata), e in generale tutti quelli che esprimono soggettività.
  • Con alcune congiunzioni e locuzioni: condizionali (es.: ti aiuterò purché tu faccia il bravo), modali (es.: si imbacuccano come se dovessero andare al Polo), finali (es.: basta poco affinché le persone ti vogliano bene), concessive (es.: benché avesse copiato, non aveva superato l’esame), temporali (es.: usciamo prima che piova), limitative (es.: non andrò con lui, salvo che mi chieda scusa).
  • Con molti verbi ed espressioni impersonali: bisogna che ti svegli presto domattina; era impossibile che fosse così stupido; bastava che me lo dicessi.
  • Nelle frasi interrogative indirette: mi chiese quanti anni avessi; mi domando se ne sia in grado.

Ci sono ovviamente alcuni altri casi in cui sarebbe auspicabile usare il congiuntivo, altri in cui si può usare al posto dell’indicativo per dare una sfumatura di incertezza alla frase, ecc, ecc.
L’importante è non commettere strafalcioni!

Bonus: il classico “se io avrei” non è sempre necessariamente sbagliato: non lo è per esempio nella frase (interrogativa indiretta) “mi chiese se (io) avrei avuto tempo per lei“.

Pubblicato da
Cat Stevens

Post Recenti

Perché il mais si chiama granturco?

Inziamo subito con il chiarire che mais e granturco (o anche granoturco) sono la stessa…

3 anni fa

Quanta acqua si consuma per una doccia?

Fare la doccia è un momento importante della giornata, sia per la nostra igiene personale…

3 anni fa

Perché Osimhen ha la maschera?

Victor James Osimhen è un attaccante di nigeriano in forza al Napoli da luglio 2020.…

3 anni fa

Perché Mario Giordano dice donato?

"Donatooooo, Donaaato, Donato" è l'urlo con cui Mario Giordano apre le puntate del suo talk…

5 anni fa

Perché si dice buonanotte al secchio?

Buonanotte al secchio è un’espressione utilizzata per indicare un fallimento, per dire “lasciamo perdere, ormai…

5 anni fa

Dove finisce la polvere che respiriamo?

Respirare è una di quelle attività indispensabili alla sopravvivenza, che il nostro corpo svolge automaticamente.…

6 anni fa