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Chiacchiere, crostoli, bugie o frappe?

Quante varianti del nome di questo dolce esistono? Troppe!

Un piatto di chiacchiere che vengono chiamate anche bugie o crostoli o frappe
Voi come le chiamate?

Le chiacchiere sono i dolci tipici del periodo di carnevale. Pare abbiano un’origine antichissima, addirittura risalente all’antica Roma quando, proprio durante il periodo dell’odierno carnevale, venivano preparati dei dolci fritti nel grasso. Come dite? Non si chiamano chiacchiere ma bugie? Beh, c’è chi sostiene che questa sia una bugia perché in realtà si chiamano frappe! Qualcuno ci urla adesso crostoli! Ma insomma… come si chiamano?

Questi dolci preparati con un impasto di farina, burro, zucchero, uova e una componente alcolica (marsala, sambuca, acquavite, grappa…) fritti e spolverati di zucchero a velo e a volte decorati da cioccolato, sono diffusi in tutta Italia ma conosciuti con nomi differenti nelle varie regioni:

Chiacchiere è la versione forse più diffusa e viene utilizzata in Umbria, basso Lazio, Abruzzo citeriore, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia ed in alcune zone della Sardegna e dell’Emilia settentrionale. In Piemonte e in Liguria si chiamano invece bugie. Crostoli invece è la versione utilizzata per lo più in Veneto (ma non tra Venezia, Padova e Verona dove invece sono chiamati galàni), Trentino, Venezia Giulia, Alto Adige ed alcune zone della Liguria. L’altra famosa versione è frappe, nome che viene utilizzato in Lazio tra Latina e Viterbo, a Roma e in alcune zone della Marche, dell’Emilia e dell’Umbria. Abbiamo finito? Ma nemmeno per scherzo!

Abbiamo ancora cenci o grogetti in Valdarno, strufoli nella Maremma toscana, cioffe in alcune aree dell’Abruzzo, cròstui in Friuli, cunchielli’ in alcune zone del Molise, fiocchetti nella Romagna costiera, gale nelle provincie di Vercelli e Novara, gasse nel Montefeltro, intrigoni a Reggio Emilia, lattughe nelle provincie di Mantova e Brescia, maraviglias in Sardegna, merveilles per i francofoni della Valle d’Aosta, rosoni o sfrappole a Modena e Bologna, galarane o saltasù a Bergamo, sfrappe nelle Marche, sprelle a Piacenza, risòle a Cuneo e nel Piemonte meridionale, pizze fritte nelle zone interne della Romagna…

Abbiamo finito? Dovremmo ancora dirvi di qualcuno che le chiama lasagne, stracci, pampuglie, garrulitas, manzolas… Beh, buon appetito 😀

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